SERGIO ALBANO
Scrivere di un pittore... non è sempre semplice, sopratutto quando questo è in continua trasformazione. Inquadrare le variazioni pittoriche e quindi la ricerca artistica di Susanna Viale è impossibile, poichè essa spazia con disinvoltura da un espressionismo barocco al geometrismo onirico, dal metafisico al surreale. Dipinge su tutto con la stessa gioia di fare colore e di trinciare segni barocchi con grande libertà e autenticità. Ogni tanto il desiderio di un ritorno al passato la porta ad esplorare tecniche antiche e misteriose, e per un pò di tempo si autodisciplina a questa ricerca, ma poi, il demone del colore se la riprende, e allora nascono tele piene di vita e di gioia, ma anche di tormento.
Questa gioia di vivere ce la comunica anche la sua stessa persona, con il suo sorriso, la sua semplicità e schiettezza dei suoi modi.
Suo identikit? "CARPE DIEM"
Prof.ssa MARTA CONCINA
UN MAGICO FILO...
Un magico filo incandescente si snoda, fluttua, a periodi si arresta: ne nasce un...quadro e poi riprende, mosso da nuove realtà da svelare. Un magico filo, conduce Susanna Viale attraverso i meandri della pittura. E come per un'antica liturgia, l'ispirazione nasce dall'inesauribile palcoscenico della vita. Viale è, infatti, pittrice di persone, di usi e costumi, di realtà urbane, tutta intenta a trovare la maniera di renderle sulla tela. Ed ecco il ricorso ad illustri maestri per non perdere nulla della "forza" originaria: Ensor? Forse... Munch? Anche... E poi ancora... Nolde, Marc, Kirchner... Un viaggio incredibilmente ardito e affollato di personaggi, di paesaggi, di foreste tropicali, dove tutto è reale, senza artificio, senza retorica, ma "vita" che si trasforma in colore, "natura" che si trasforma in energia. E, proprio questa trasposizione dal vero diventa "visione"della realtà con la forzatura dei colori e l'esasperata esaltazione dei toni cromatici, mentre la figura, nelle sue deformazioni espressionistiche, assume una dimensione irreale, si stempera, si confonde fin quasi a sparire nelle opere del 1996 per poi riprendere forma, più avanti nel 1998 e 1999 quasi scultura, funzionale ad una forma conclusa. Nascono le prime opere astratte; gli assemblaggi...
E l'arcano si rinnova.... e il viaggio continua... seguendo un filo...
PAOLO LEVI
Susanna Viale è una pittrice... che anziché usare la macchina fotografica come qualsiasi viaggiatrice in luoghi esotici -lavora di pennello. Si avverte, in effetti, nel suo comporre un certo amore per Gauguin ed una cultura fauve ed espressionista.
Susanna Viale è artista cosciente che ogni composizione, nata nel suo atelier, è funzionale alla propria trasformazione di coscienza interiore. Pittrice non solo di immagini umane, ma anche di situazioni sociali, antropologiche ed etnologiche, porge in ogni tela una sorta di flusso vitale, ammonimenti, riflessioni.
Ogni suo racconto ha un proprio taglio, uno stile espressionista, che guarda agli artisti del "Cavaliere azzurro". Pare che questa ricerca affondi le proprie radici in un certo realismo esistenziale, dove la figura umana vive in una acerba solitudine (v."In cerca di speranza" o "Raggio verde").
Sono lavori riverbanti di un colore caldo (v. "Mercato in Burkina Faso"), di corpi unani in cui il colore rosso ha spesso una propria valenza e preponderanza.
Susanna Viale segue i termini di un realismo che enuncia coincidenze di situazioni inquietanti, sia sul piano sociale che umano.
È una pittura di suggestioni, di preoccupanti atmosfere, di presenze che escono improvvise da una specie di stato di fantomaticità (v. "Lama Tibetano").
Sono lavori dove la scena si raccoglie in un'intensità di apparizioni (v. "Dimensioni di vita") o di presenze ricche di disperata energia (v. "In viaggio"), episodi vissuti dall'artista, riproposti con coraggio e con dedizione assoluta.
Susanna Viale ricostruisce nell'immagine il tessuto di una realtà lacerata da mille ingiustizie, evocata e non gridata. Violenze diventate condizioni normali per l'uomo.
PAOLO RIZZI
Entrare dentro culture diverse dalla nostra; scrutare i comportamenti di genti lontane; studiare e capire modi di vivere che potremmo giudicare primitivi. È questo l'assunto che guida Susanna Viale, pittrice torinese dai vasti interessi. Si badi: non si tratta di curiosità orientaliste o africaniste, come succedeva per gli artisti del passato, pronti a cogliere il folclore più esotico. Si tratta di qualcosa d'altro: un desiderio profondo di conoscere.
Non è da oggi, nell'arte europea, che si manifesta questa tendenza. Gli Espressionisti tedeschi, come Kirchner e Otto Môller, hanno dipinto situazioni "selvagge" dai risvolti antropologici fascinosi. Non a caso da essi discendono quei "Neue Wilden" tedeschi che sono considerati uno dei movimenti di neo-avanguardia più interessanti degli ultimi decenni; ma vicini sono anche alcuni dei nostri "transavanguardisti", come Cucchi e Paladino. Naturalmente non occorre esibire linguaggi avanzati e provocatori: importante è entrare dentro lo spirito di una "verginità primitiva". Guardare, ad esempio, le maschere dell'Africa nera non con l'edonismo rapace di noi occidentali, ma in una autentica simbiosi culturale.
Susanna Viale rifiuta "e questo è evidente" esibizioni o forzature stilistiche. Ella vuole "vedere" le diversità africane o orientali anzitutto nello spettro etnologico più corretto, poi secondo i valori in sé della pittura-pittura. Ecco, così, le danze rituali della Polinesia o dei Carabi viste e interpretate come esplosioni di una vitalità sorgiva, lontana dai modelli di consumo e di comportamento del nostro mondo tecnologico. I colori non a caso sono intensi, persino violenti, stesi attraverso una partecipazione sentimentale ed una gestualità irruente. Le stesse deformazioni fisiognomiche sono dettate da esigenze espressive, non da curiosità di folclore. Quando poi l'artista arriva a definire più da vicino le personalità degli individui scatta un empito di immedesimazione emozionale che colpisce. Vediamo il ragazzino nero in "Burkina Faso" intento ad imparare a leggere; o la madre che culla dolcemente il suo bambino. L'ambiente è africano; i sentimenti sono universali. Del pari interessante, proprio sul piano di una spiritualità trascendente, è la raffigurazione di monaci tibetani. Ecco il "Lama tibetano", vestito di rosso, entrare nell'atmosfera tutta blu che, simbolicamente, allude alla ricerca del mistero cosmico. In un altro dipinto gli occhi del monaco ci guardano fissi, come ad imprimere in noi uno sforzo di sublimazione del pensiero.
Quel che distingue Susanna Viale è proprio la ricerca di astrarre dal particolare l'universale. Per questo le servono le persone e gli ambienti esotici: essi escono dai luoghi comuni e dalle convenzioni materialistiche della nostra società. L'espressività si depura, e la pittura acquista un nerbo, una forza, diremmo una "verità biologica" che finisce per coinvolgerci. È importante tutto questo, anche e soprattutto in una artista che in precedenza ha avuto esperienze artistiche diverse. Il nucleo più autentico dell'anima viene a galla con una tensione che affascina.
Dott.ssa F. MARIOTTI
Susanna Viale… iscritta all'Associazione "Piemonte Artistico e Culturale di Torino" ed alla "Promotrice di Belle Arti di Torino", partecipa fin dall' 85 a numerose mostre personali e collettive. Una svolta fondamentale per la sua formazione artistica avviene nel 1994, anno in cui incomincia a frequentare la "Scuola di via Perrone" diretta dal maestro Sergio Albano il quale la aiuterà nella ricerca di un personale linguaggio pittorico.
Il maestro Sergio Albano scrive di lei: «Inquadrare le variazioni pittoriche e quindi la ricerca artistica di Susanna Viale è impossibile, poiché essa spazia con disinvoltura da un espressionismo barocco al geometrismo onirico, dal metafisico al surreale». Ha esposto, in giugno e luglio 2002, presso la CARIFE di Ferrara a cura dell'associazione Il Secondo Rinascimento. Le sue opere cariche di pathos umanitario e di coscienza sociale ci mostrano gli aspetti che più colpiscono l'artista nei suoi viaggi in paesi esotici o latino-americani: la sofferenza e la rassegnazione, la gioia e la povertà, ma soprattutto la grande umiltà di chi vive con poco ma in modo pieno la propria vita. E così possiamo vedere lo sguardo malinconico di un piccolo viados, le danze colorate di donne, la fila per la spesa, le donne profughe con in grembo i loro bambini, in quadri dai titoli: "Profughi", "Abitanti della Malesia", "Nepal", "Guatemala", "natura selvaggia", "Mercato arabo", "U.S.A.".
Una lezione di sensibilità e di spiccata capacità coloristica che la mette in evidenza, una lezione che fa diventare grande il "mondo".
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ILEANA BALDO
La pittura di Susanna Viale… eclettica pittrice torinese che dopo un avvio ispirato ad impostazioni geometrico-cubiste ha assecondato ed approfondito la propria vena espressionista-figurativa, avvalendosi sempre di materiali di varia natura e sperimentando molteplici mezzi espressivi, è chiaramente rivolta verso una continua ed entusiasta esplorazione di orizzonti ampi e lontani. Quella degli ultimi anni è una produzione artistica dalla forte connotazione umana e sociale: la curiosità verso culture sconosciute e terre lontane è al centro di una instancabile ricerca pittorica ed antropologica che ha portato Susanna Viale ad intraprendere lunghi viaggi verso mete in Africa, Centro America ed Oriente, spinta dall'urgenza di conoscere e raccontare, andando al di là delle semplici apparenze e dei cliché consolidati per scandagliare ed approfondire riti e costumi di mondi lontani.
E' stato così che, viaggio dopo viaggio, incontro dopo incontro, le sue opere hanno preso a descrivere scene di vita in villaggi africani, famiglie guatemalteche, monaci tibetani e donne nepalesi, mercati arabi e danze rituali celebrate in isole esotiche. Una pittura fortemente descrittiva, quella di Susanna Viale. Ma anche dolcemente poetica ed evocativa di scenari di grande energia e vitalità: figure e paesaggi, delineati con tratti decisi e marcati ed enfatizzati con pennellate libere e vigorose, colpiscono l'osservatore per l'intensità e la forza che riescono ad esprimere, tanto da rivelare l'intensa partecipazione, umana ed emotiva, dell'artista nell'atto di raffigurare, con profondo rispetto ed assoluta fedeltà, luoghi e civiltà fisicamente e culturalmente lontani dalla nostra.
Il linguaggio pittorico di Susanna Viale, sostenuto da un acceso cromatismo “giocato sulla spiritualità del blu, la personalità del rosso e l'intensità del giallo” è decisamente coinvolgente e di forte impatto emotivo, capace di comunicare l'essenza spirituale di certe figure e certe scene. Attraverso una personale indagine su costumi, usanze ed espressioni, la pittrice si impegna a cogliere e fissare sulla tela la dimensione quotidiana e la vita reale di uomini e donne lontane: ne deriva un linguaggio pittorico basato su forti contrasti chiaroscurali tra zone di luce ed ombra, le stesse luci ed ombre che si ritrovano nella quotidianità di questi uomini e donne, scandita di danze e rituali di grande fascino, ma anche da continue fatiche per la sopravvivenza.
Alla ricchezza espressiva di figure e scenari colti con spontaneità e lividezza ed all'impiego ricorrente di colori primari per descrivere emozioni primigenie, riti ancestrali e forze primitive, Susanna Viale affida la valenza simbolica dell'opera d'arte come veicolo per raggiungere mondi lontani, esplorare culture diverse, aprirsi ad un continuo confronto: per arrivare direttamente, con autenticità ed immediatezza, all'essenza dello spirito dei popoli.
LIA CIATTO (Presidente del Sever)
Pittura impegnativa ed impegnata… quella della Susanna Viale, artista torinese che è da tempo nell'arte contemporanea in cui ha ottenuto ampi consensi di critica e di pubblico. Ogni Sua opera nasce da un contesto reale che viene trasposto sulla tela attraverso una vasta gamma di colori dalle tonalità forti e luminose. Sono opere dalla forte caratterizzazione sociale che fanno pensare, riflettere ma anche sognare momenti e spazi diversi (umanità). L'artista accompagna ogni Sua opera con un colore appropriato che meglio ne evidenzia le caratterizzazioni tematiche che si intrecciano, si interscambiano nel rincorrersi del tempo in un misto di presente/passato (città emergente; città informatica), di speranza (l'altra faccia della politica) o sogno. L'artista adopera, con egual bravura, materiali vari e tecniche diverse per l'esecuzione delle sue opere.
CRISTINA TRIVELLIN
Anche Susanna Viale… attraverso i suoi dipinti ci conduce a respirare i colori e i suoni dei monaci tibetani, o ci sensibilizza con immagini di miseria del Guatemala, aiutandoci a riflettere e a guardare oltre il nostro limitato orizzonte.
ELISA BERGAMINO
"Pittrice espressionista figurativo-informale"
La tematica delle opere di Susanna Viale si sviluppa attraverso processi consci ed inconsci, nei quali l'artista si identifica vivendo una realtà trasfigurata. Un'arte composta di un'argomentazione che non si esaurisce e che nasce da un'iniziale malinconia, da una vissuta e sofferta necessità di rinnovamento. Un idioma privo di ornamenti superflui, un'allegoria che racchiude un cromatismo in grado di rievocare sentimenti, sogni, situazioni vissute; lavori che esprimono emozioni di un animo teso ad indagare e a far convergere nella materia elaborata il mistero dell'animo umano. Abile nel proporre esposizioni che rispondono al bisogno di indagine psicologica, Susanna Viale, trasfonde in ogni rappresentazione pittorica un universo di immagini simboliche o realmente visibili, capaci di suscitare nel fruitore sentimenti altamente sublimi. Il viaggio da lei percorso è un lungo cammino interiore, attento alle vicende della cultura, recettivo agli stimoli che essa trasmette, ma accorto a filtrarne soltanto quella parte a lei consona.
TORE su Arteonline
È un'arte “eclettica”, quella di Susanna Viale, laddove l'eclettismo assume il suo significato più genuino, cioè il sapersi appropriare dei mezzi espressivi e delle varie tematiche fornite dalla propria cultura per tessere un originale linguaggio con cui manifestare il personale mondo interiore.
Artista colta, dunque, Susanna Viale inizia il proprio intinerario figurativo visualizzando concetti della sua interiorità attraverso i metodi geometristi, con una scomposizione dimensionale cubica, a volte con accostamenti alla realtà corporea umana che ne accrescono il senso simbolico. È proprio nella potente funzione simbolica che si evolve la tematica della sua opera dopo il '94, periodo in cui il suo stile ha una svolta che si può definire espressionista, nel suo comporre la figura lasciando che i flutti del puro colore la modellino secondo i moti interiori che in essa si esprimono, ma qui abbiamo un palesare non solo l'emotività, ma una precisa percezione etica della realtà sociale che viene presentata attraverso spunti che sintetizzano in un 'immagine una intera condizione umana (la possente istintualità dei Malesiani, la sofferenza della donne nei moti della Storia, gli odii politici degli uomini, l'abbandono dei profughi ) fino ad arrivare alla essenzializzazione di momenti fondamentali della vita come l'adolescenza (dipinta con stile divisionista,con uno squarcio nel corpo della protagonista, forse uno degli squarci inevitabili lasciati dalla crescita nel nostro animo), la femminilità e la coppia, vista in prospettiva metafisica, a volte con plesticismo surrealista. Fra il '95 e il '97 l'artista sceglie l'astrattismo e il collage per esprimere con forte chiarezza semantica la forazione del "contemporaneo" visto nei suoi elementi materiali e tecnologici più rappresentativi, per poi tornare alla raffigurazione "fauvista"delle culture e degli ambienti extraeuropei e al simbolismo quasi metafisico per visualizzare concetti morali. Un viaggio attraverso la ricchezza espressiva delle grandi tradizioni artistiche del nostro tempo, quello che ci propone Susanna Viale, dove ritroviamo, interiorizzante e interpretate, le visioni del mondo esterno comune a tutti, in un' arte che è capace di focalizzarsi sugli elementi più caratteristici della nostra attualità, dalla disperazione concentrata nello sguardo smarrito di un bambino senza infanzia alla visione ingrandita di congegni telematici che stanno cambiando (in bene o in male?) il nostro modo di vivere, il tutto in una evoluzione continua di cui solo il futuro potrà mostrare le definitive potenzialità.
Credo che queste poche righe deliniino molto bene il suo profilo a cui credo non si possa aggiungere niente di più se non quello di un invito ad andare a visitare il suo sito e ammirarne i lavori.
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